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A
di Anno Santo
Si è aperto il Giubileo, un tempo di grazia che ci è donato come opportunità di ricentrare la nostra vita nel Signore Gesù e fare esperienza della Sua infinita Misericordia, che avvolge e attraversa le nostre tante miserie. Lasciamoci provocare ancora una volta da questo Amore vivificante che sempre ci precede ed attende! Con Speranza, buon cammino!
B
di Bolla
Ogni Giubileo viene proclamato tramite la pubblicazione di una Bolla Papale d’indizione. Per il 2025 Papa Francesco ha scritto Spes non confundit: la speranza non delude, parole riprese dall’apostolo Paolo che infonde coraggio alla comunità cristiana di Roma. Il Papa ci invita a ravvivare la speranza in Cristo: la nostra e quella delle persone che incontriamo nelle nostre vite!
C
di Credere
“Credere non è un’idea ma un incontro con Cristo che cambia il cuore” così ha detto Papa Francesco in una sua udienza. Fede e speranza procedono insieme! In questo Anno Santo, Signore, donaci la grazia di esserti fedeli nella Speranza!
D
di Diocesi
È possibile conseguire l’Indulgenza Giubilare anche nella nostra Diocesi, recandosi in uno dei luoghi sacri giubilari (quattro permanenti e sei temporanei, tra cui il nostro Duomo). In questo tempo in cui la nostra Diocesi è sede vacante, portiamola nei nostri cuori, chiediamo il dono di un nuovo pastore che sappia essere seminatore di speranza tra noi!
E
di Evangelizzare
Evangelizzare, per la Chiesa, è portare la Buona Novella in tutti gli strati dell’umanità. È, con il suo influsso, trasformare dal di dentro, rendere nuova l’umanità stessa: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose». Ma non c’è nuova umanità se prima non ci sono uomini nuovi, della novità del battesimo e della vita secondo il Vangelo.
F
di Futuro
In Spes non confundit Papa Francesco parla di quanti guardano all’avvenire senza fiducia, ma noi viviamo nella “certezza che niente e nessuno potrà mai separarci dall’amore divino”. Allora com’è possibile pensare al futuro senza questa fiducia in Dio che non ci abbandona mai, che cammina fra noi? Questa certezza ci dona occhi nuovi con cui riscoprire le nostre vite e entusiasmo da trasmettere a quanti sono sfiduciati!
G
di Grazia
La grazia è una partecipazione alla vita di Dio; ci introduce nell’intimità della vita trinitaria. Mediante il Battesimo il cristiano partecipa alla grazia di Cristo, Capo del suo corpo. Come «figlio adottivo», egli può ora chiamare Dio «Padre», in unione con il Figlio unigenito. Riceve la vita dello Spirito che infonde in lui la carità e forma la Chiesa.
H
di Hèset
Hèsed è un vocabolo ebraico, molto ricorrente nell’Antico Testamento, difficilmente traducibile con una sola parola italiana, in quanto si può intendere come tutti quei sentimenti che caratterizzano una relazione d’amore: tenerezza, bontà, misericordia, fedeltà. È la parola che definisce l’alleanza tra Dio e il suo popolo: un amore gratuito, incondizionato, permanente. In questo Anno Santo lasciamoci coinvolgere in questa relazione d’amore!
I
di Inno
Il Teologo e musicologo Sequeri, autore del testo dell’Inno del Giubileo Pellegrini di Speranza, così si è espresso: “Un inno è sempre una sintesi della fede che anima un Giubileo, e ogni volta che viene suonato o cantato dai pellegrini, ne rinnova l’emozione e ne conserva la memoria”. È un canto accompagnato dall’augurio che giunga alle orecchie di Colui che lo fa sgorgare. È Dio che, come fiamma sempre viva, tiene accesa la speranza e dà energia al passo del popolo che cammina.
L
di Libertà
È un richiamo antico, nell’Anno Giubilare, quello di proclamare «la liberazione nella terra per tutti i suoi abitanti» (Lv 25,10). Ma di che libertà stiamo parlando? Non solo quella dalla schiavitù o i percorsi di reinserimento nella comunità per i detenuti, ma quella che tocca tutti noi: libertà di essere noi stessi, libertà di amare ed essere amati, libertà dalle nostre piccole o grandi dipendenze… libertà di vivere con gioia!
M
di Misericordia
«Se tutto il nostro cristianesimo non ci porta alla misericordia, abbiamo sbagliato strada, perché la misericordia è l’unica vera meta di ogni cammino spirituale». «La misericordia non è una dimensione fra le altre, ma è il centro della vita cristiana: non c’è cristianesimo senza misericordia»: è «l’aria da respirare».
N
di Novità
La novità cristiana non si riduce a un messaggio teorico, ma è qualcosa che agisce, che cambia la realtà. Non è un’illusione, ma una forza che trasforma l’uomo e il mondo, rinnovandoli dall’interno, se si sceglie di rimanere ancorati a Gesù: «se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove.» (2 Cor 5,17)
O
di Onnipotente
Dio è Padre onnipotente. La sua paternità e la sua potenza si illuminano a vicenda. Infatti, egli mostra la sua onnipotenza paterna attraverso il modo con cui si prende cura dei nostri bisogni; attraverso l’adozione filiale che ci dona («Sarò per voi come un padre, e voi mi sarete come figli e figlie, dice il Signore onnipotente»); infine attraverso la sua infinita misericordia, dal momento che egli manifesta al massimo grado la sua potenza perdonando liberamente i peccati.
P
di Porta Santa
La Porta Santa è molto più di un elemento architettonico: attraversarla significa riconoscere il bisogno di misericordia, accogliere il perdono e lasciarsi trasformare dalla grazia. Gesù stesso si presenta come porta della salvezza: «Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato» (Gv 10,9). C’è dunque Cristo al centro del cammino giubilare: egli è la via per entrare nella comunione con Dio, nella vita nuova che non delude.
Q
di Quotidianità
Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù 2023 così ha scritto: «La speranza è il sale della quotidianità. È la certezza, radicata nell’amore e nella fede, che Dio non ci lascia mai soli e mantiene la sua promessa.»
La Pasqua che celebriamo aiuti ciascuno di noi a riempire la nostra quotidianità, le nostre parole e le nostre azioni, del gusto della Speranza che nasce dalla Pasqua, certi che, nella Risurrezione, Dio ha mantenuto la sua promessa di eternità e Cristo, nostra Speranza, è risorto, è sempre con noi!
R
di Regno di Dio
Il Regno di Dio è la presenza viva e operante di Dio nel mondo, che trasforma i cuori e costruisce la fraternità. È già in mezzo a noi e tutti siamo chiamati a contribuire: «Il Regno di Dio cresce attraverso il lievito nascosto della speranza e del servizio silenzioso» (Spes non confundit).
S
di Soglia
Il Giubileo ci pone davanti a una soglia da attraversare: quella della Porta Santa, certo, ma anche quella simbolica di una vita rinnovata. Ogni soglia segna un passaggio, un prima e un dopo, un invito a lasciare il vecchio e ad accogliere il nuovo. Entrare per la soglia del Giubileo significa aprirsi alla grazia, al perdono, alla speranza. Ma perché il passaggio sia autentico, serve il coraggio di cambiare, di convertirsi, di rimettere al centro Dio. In questo tempo di grazia, chiediamo al Signore di donarci occhi per riconoscere le soglie che abbiamo davanti, e cuore per attraversarle con fiducia.
T
di Testimonianza
In preparazione al Giubileo dei Giovani, noi di Ora_Pieve abbiamo vissuto un pellegrinaggio in bici: 52 km da Pieve di Soligo al Santuario della Madonna dei Miracoli di Motta di Livenza. Un viaggio fatto di fatica, silenzi, sorrisi, vento in faccia, sudore… ma soprattutto condivisione.
Accompagnati da San Francesco e Maria, abbiamo pedalato interrogandoci sul miracolo che chiediamo a Dio per la nostra vita. Insieme, ci siamo scoperti compagni di viaggio, fragili e forti, liberi e profondamente uniti.
«Il dono più grande? I compagni di viaggio. Hanno trasformato la fatica in esperienza di vita».
«Ciò che ci ha portato fino in fondo è stato il sorriso, la spensieratezza, il desiderio di metterci in gioco.»
«Ci sentivamo un fuoco acceso dentro, come i discepoli di Emmaus: “mentre Egli conversava con noi lungo la via”.»
«Il miracolo più bello: giovani che, nel silenzio delle pedalate e della preghiera, si affidano a Dio.»
La strada è stata lunga, ma i cuori si sono riempiti. Abbiamo sperimentato cosa significa fare fatica insieme, non lasciare indietro nessuno, sentirsi comunità anche nei silenzi.
«Tra fatica, risate e silenzi ho vissuto un vero incontro: con gli altri, con me stessa e con Dio.»
«Ho capito che la fragilità è un tesoro, e che ogni giovane porta dentro una ricchezza profonda.»
Oggi possiamo dirlo: una parte di miracolo è già accaduta, dentro di noi. E ora siamo pronti a raccontarlo, con la vita, come veri testimoni di Speranza, in tutto ciò che vivremo quest’estate e “molto di più”! Vi chiediamo di accompagnarci con la preghiera e, sicuramente, vi portiamo nel cuore insieme a noi a Roma!
I giovani di Ora_Pieve
U
di Universale
La speranza del Giubileo non ha confini: è un dono che Dio offre a tutti, in ogni angolo del mondo. È un invito che parla ogni lingua e raggiunge ogni cuore, perché l’amore di Dio è davvero universale. Non importa il colore della pelle, la cultura, l’età o il passato di ciascuno: siamo tutti figli di un unico Padre.
Il Giubileo ci ricorda che la Chiesa è casa aperta, dove nessuno è straniero e tutti possono sentirsi accolti. In un mondo che spesso divide, il Vangelo unisce.
V
di Vangelo
Il Vangelo è la Buona Notizia. La vita umana, ci assicura il Vangelo, non può non essere che una ricerca di felicità.
«In che cosa consiste la buona, la bella, e beata notizia? È l’annuncio che è possibile vivere bene, vivere meglio, per tutti. È possibile avere la vita in pienezza. La felicità è possibile. Anzi, vicina. Gesù ne possiede la chiave. Gesù non ci ha dato una teoria religiosa, un sistema di pensiero. Ci ha comunicato vita ed ha creato in noi l’anelito verso una vita più grande» (P. Giovanni Vannucci).
Anche in questo periodo di vacanze, il Vangelo meditato e vissuto quotidianamente allarga il nostro orizzonte, rinvigorisce corpo e mente, mette in noi uno Spirito nuovo. A noi, discepoli e missionari, la gioia e la bellezza di raccontare Gesù come si racconta una storia d’amore!
Z
di Zakhar
Zākhār (זָכַר) in ebraico significa “ricordare” nel senso di rendere presente ciò che è stato, conservandolo vivo nell’alleanza. Nella storia Dio ricorda spesso l’alleanza stretta con il suo popolo, è un ricordo con delle conseguenze attive anche nel nostro presente.
Papa Francesco, in Evangelii Gaudium, scrive: «La gioia del Vangelo si fonda su una memoria grata» (EG 13). L’Eucaristia che celebriamo è zākhār: è memoria viva, efficace, che trasforma l’oggi di ognuno di noi.

